Passione nella vita!
SliderEccoci di nuovo qui, stanchissima dopo il primo giorno da universitaria, ma con una strana voglia di scrivere, sento la necessità di farlo dopo la giornata di oggi, credo che se non lo facessi, rischierei di rimpiangerlo per parecchio tempo. Oggi è stata una bella giornata, nuvolosa, con quel caldo afoso che preannuncia, come minimo, una pioggerella leggera; nessuno sa come vestirsi, dato che un attimo fa freddo e 5 minuti dopo, vuoi perché cammini, o perché prendi il bus, o magari, come me, sei appena entrata in facoltà per la prima volta, che i vestiti leggeri risultano eccessivamente leggeri e quelli pesanti troppo caldi. Il mio consiglio è di vestirsi "a cipolla", come si suol dire, ovvero a strati, per adattarsi meglio a improvvisi sbalzi di temperatura! Ma non sono qui per dar consigli su cosa indossare o sulle temperature medie delle giornate successive quasi fossi una meteorologa.. Stasera sono qui per raccontare la giornata di oggi, e soprattutto un momento particolare di questa giornata. Sveglia prestissimo, perché da Gattamelata a Tor Vergata ci voglion circa 45 minuti, ed è risaputo che le ragazze ci mettono tanto a prepararsi.. dunque caffè, doccia, una spazzolata ai capelli e ovviamente, per una distratta come me, conviene ricontrollare almeno un paio di volte la borsa per essere sicuri di aver preso tutto, dal cellulare alle chiavi di casa.. E poi via a passo svelto alla stazione della metropolitana, per poco non perdo il 552 ma evidentemente devo aver impietosito l'autista che ha riaperto le porte del bus permettendomi di arrivare in orario all'università e di trovare, dunque, posto in aula. Incredibile, è già passato il primo giorno! L'agitazione era tanta, tremavo dal'emozione (son sicura fosse l'emozione e non il freddo!). E le prime due ore di fisica son volate, tra le indicazioni sui libri di testo da comprare e qualche richiamo di trigonometria. Dopo un piccolo intervallo abbiamo ripreso la lezione, avevamo due ore di chimica. Ovviamente oggi i professori sono stati clementi, non hanno iniziato il programma ma ci hanno dato delle delucidazioni sul corso di studi, sugli esami ecc.. In particolare il prof di chimica, un medico simpaticissimo e soprattutto davvero molto diretto, ha fatto un bellissimo discorso. Sono rimasta davvero colpita dalle sue parole, e lo stimo già. Ci ha messo di fronte a quella che è la realtà, la verità sulla nostra generazione, schiava delle tastiere, apatica e priva di qualsiasi passione. Incapace di andare oltre la superficie, o meglio, in nessun modo desiderosa di farlo. Ecco, non abbiamo sogni, non abbiamo desideri. O magari ce li abbiamo, ma ci facciamo trascinare nella melma dalla massa informe che ci circonda. E non proteggiamo i nostri sogni, non proteggiamo i nostri ideali, cerchiamo solo il nostro interesse personale. Diamo il 10% di noi stessi per arrivare ad un risultato sufficiente, nello studio e nella vita. Fa davvero paura. Se non pensiamo noi ai nostri sogni, se non difendiamo le idee in cui crediamo.. Chi altro lo farà? E se non riusciamo a badare a noi stessi, come pretendiamo di badare a qualcun altro? Diventeremo medici. Ma è di gran lunga distante l'apprendimento mnemonico di un paio di nozioni, giusto per arrivare a prendere 18, dal riuscire a diventare un buon medico. Ci vuole duro lavoro, uno studio costante e soprattutto.. PASSIONE. Ci vuole amore, sentimento per ciò che si fa. Empatia, curiositas. In una parola? Umanità. E ciò che fa paura è che, piano piano stiamo perdendo sempre più la nostra umanità. E parlo anche di me, perché anche io, purtroppo o per fortuna, appartengo a questa generazione. Ma sono ancora un'idealista.. credo che possiamo far qualcosa per migliorare, sia noi stessi che, per estensione, anche gli altri. Tendo spesso a giustificare quello che succede, a mettermi nei panni degli altri per capire cosa pensano, cosa li spinge ad agire così. Beh.. Fa comodo non avere emozioni, scaricare tutte le responsabilità su qualcun altro, come fossero bambini alle elementari a cui la maestra deve pulire il nasino, fa comodo, e soprattutto.. fa paura fare il contrario. Fa paura ribellarsi, cercare di seguire una strada diversa da quella indicata dalla massa, è più difficile, ci si sente soli, demotivati ad un certo punto. E fa paura la potenza delle emozioni, l'infinità a cui tende la nostra mente, fa paura la vita, in sé e per sé. Ma questo stare così, lasciandosi scivolare tutto perché "tanto ci pensa qualcun altro" e "non è un problema mio" non è vivere, è sopravvivere. Ci vuole coraggio a vivere davvero, a fare delle scelte e a sentire il cuore battere forte dall'emozione. Ci vuole coraggio ad amare, perché può far male, tanto male. Eppure non esiste nulla di più bello dell'AMORE. È il motore che fa girare il mondo. Ci vuole amore per il prossimo, per questa meravigliosa Terra che crediamo ingenuamente sia di nostra esclusiva proprietà, per il proprio lavoro, per ciò che si studia. Studium, d'altronde, vuol dire proprio passione. La passione è l'ossigeno dell'anima, e son d'accordo con Van Gogh, il quale affermava:" Preferisco morire di passione che vivere di noia."
Spero di non perdere mai la speranza, la curiosità e, soprattutto, di continuare ad amare ciò che faccio, ad amare quello che studio e quello che spero un giorno potrà essere, nonostante le mille probabili difficoltà che incontrerò, il mio lavoro. Credo che le parole del professore mi resteranno sempre impresse nella mente, anzi lo spero vivamente.
Buonanotte a quei pochi rimasti che ancora combattono per i loro sogni.
Non smettete, mai.
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